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Penne stilografiche: pennino, serbatoio, involucro

Guida all’acquisto e all’utilizzo della penna stilografica

Per secoli, gli inchiostri delle penne stilografiche hanno messo nero su bianco documenti, libri, poesie d’amore e manoscritti.

Nell’ambito delle mostre che hanno ricordato la Prima guerra mondiale, è stata una piccola protagonista: piccola per dimensioni e per importanza rispetto ai grandi eventi di quegli anni, ma destinata a rivoluzionare il modo di scrivere di intere generazioni.
Oggi, in molti pensano che sia un oggetto superato, estinto o solo per facoltosi, ma non è così. La penna stilografica ha ancora tutto il fascino degli oggetti senza tempo. Nessun altro strumento di scrittura ha potuto scalfire questa supremazia.

Come funzionano le penne stilografiche?

La prima tipologia di penna stilografica era costituita dalla combinazione di due penne d’oca incastrate l’una dentro l’altra: il serbatoio (penna interna) e il pennino (penna esterna). L’inchiostro contenuto nel serbatoio, usciva dal pennino seguendo due principi fisici: la gravità e la capillarità.
Nel tempo, le penne stilografiche hanno cambiato la loro forma ma non il funzionamento.

Scegliere il pennino perfetto

La prima sostanziale differenza fra i vari modelli di stilografica risiede nel pennino. Trovare il pennino ideale per il proprio stile è la garanzia di una scrittura facile e scorrevole: chi, per esempio, tende a scrivere in piccolo dovrà optare per un pennino fine; chi scrive a caratteri grandi dovrà scegliere un pennino largo, chi invece ha un tratto pesante dovrà orientarsi all’acquisto di un pennino tubolare (più rigido del pennino tradizionale).

Come è fatta una penna stilografica?

Dal metallo, alle plastiche, dal legno ai metalli nobili e alle pietre preziose, ogni penna stilografica ha la sua identità ed è composta da 5 parti:

  • L’involucro: parte esterna della stilografica. Può essere di plastica o di materiali più pregiati come l’argento, l’oro o il platino. Di diversi colori e fantasie
  • Il serbatoio: contiene l’inchiostro. Può essere ricaricabile o usa e getta (cartucce)
  • Il sistema di erogazione: l’inchiostro esce dal pennino permettendo la scrittura
  • Il sistema di “troppopieno”: è un dispositivo che serve per eliminare le perdite di inchiostro, soprattutto quando la penna stilo subisce bruschi sbalzi di temperatura e pressione
  • Il pennino: tratto terminale della penna, abbiamo detto essere l’elemento sul quale far convergere la scelta del proprio modello; da inclinare a 45° per ottenere il tratto migliore

           

Come utilizzare la penna stilografica?

L’utilizzo corretto ed efficiente di una qualunque penna stilografica presuppone un’attenta cura poiché i maggiori problemi sono legati al flusso di inchiostro che è il vero tallone di Achille di questo strumento di scrittura. A differenza delle penne tradizionali, le penne stilografiche sono dotate di un pennino appuntito. Questa caratteristica consente di ottenere un tratto con larghezze differenti che varia in base al tipo di pressione esercitata.
Essenziale è scegliere la tipologia di penna stilografica che preferite. Va tenuta tra pollice e indice in modo corretto, mantenendo dita e polso rigidi. Per rendere il tratto visibile inclinare la penna in modo obliquo a 45°. Per acquisire la giusta tecnica si consiglia di esercitarsi, utilizzare un tratto leggero e non premere con forza. Infine, dedicarsi ad una buona manutenzione. È bene pulire l’intero pennino e l’alimentatore ogni volta che viene cambiato il colore o la tipologia di inchiostro. Mettere sempre il cappuccio facendo attenzione a tenere la penna in posizione verticale con il pennino rivolto verso l’altro. Se lo si tiene al contrario, è possibile che l’inchiostro rimasto nel pennino fuoriesca nel cappuccio per effetto della forza di gravità, macchiandolo. In generale è consigliabile una manutenzione all’incirca ogni mese e mezzo.

Tipologie di penne stilografiche:

Le penne stilografiche si possono classificare in 3 tipologie:

  1. Penne stilografiche a cartuccia: le più utilizzate vista la loro semplicità di utilizzo. Una volta esaurito la penna viene ricaricata sostituendo semplicemente la cartuccia esaurita con una nuova.
  2. Penne Stilografiche a Converter: possiedono all’interno una cartuccia per l’inchiostro che viene ricaricata ogni volta che si esaurisce. Per coloro che non hanno difficoltà nella ricarica, con la tipologia a converter si evita di buttare il prodotto ogni volta che termina.
  3. Penne Stilografiche a Stantuffo: non hanno nessuna cartuccia ma possiedono strutturalmente un serbatoio interno che deve essere ricaricato all’occorrenza.

Individuare la penna stilografica “migliore” è chiaramente impossibile, ognuna di esse ha le proprie caratteristiche e peculiarità, ma conserva ancora un fascino particolare e può contare su una fittissima schiera di ammiratori, riviste e siti specializzati. Focalizzatevi sulle vostre esigenze e scegliere sarà semplicissimo.

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Mercoledì, 21 Agosto 2019
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